Perfect day - Lou Reed
Io non cambio mai.
Gli altri non cambiano mai.
Niente cambia mai.
sabato 22 settembre 2012
lunedì 27 agosto 2012
Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio cocco
Bad things - Jace Everett
I miei sono tornati ieri sera dalla Puglia, portando con sé ogni bendidio. Grazie al cielo non sono allergica ai latticini, sennò avrei solo potuto guardare la mia famiglia divorare mozzarelle e stracciatelle con immensa invidia. Mi han raccontato di una sagra a cui sono stati dove lanciavano nodini (tipo di mozzarella annodata che si mangia sfilacciandola, ndr) in mezzo alla folla. Ah, quanto è superiore il sud!
E così la mia casa è tornata piena, siamo al completo. Mi ci vorrà un po' ad abituarmi, ormai da tre settimane gli unici abitanti di questo posto erano i ragni, ed io saltuariamente. E un nido di api, ho scoperto recentemente. Insomma, bestie. Io ho passato il tempo per lo più dalla mia dirimpettaia, a ben 7 saltelli di distanza da casa mia, forse anche perchè la cosa mi faceva sentire ancora in vacanza.
Come se non bastassero il libro di cinese perennemente aperto, il caldo umido soffocante o il fatto che la mia pelle non è più del color cioccolata che mi sono faticosamente guadagnata in due settimane di mare a ricordarmi che sono tornata nella triste provincia milanese! Tra l'altro sto seriamente facendo la muta, sono una decina di giorni che mi spello come un pomodoro bollito e non capisco perchè. Probabilmente ho distribuito mio dna in tutta l'italia nord orientale con i miei ultimi vagabondaggi ferroviari, presto verrò clonata. E credetemi quando vi dico che questa non sarebbe affatto una buona notizia.
Sono un po' nostalgica, ma immagino che sia normale in questo periodo dell'anno. In sintesi non ho nulla di che da scrivere, avevo solo voglia di scrivere qualcosa. Vi capita mai? Una sorta di urgenza, un istinto incontrollabile, come una fame vampiresca.
Mi sono messa a seguire True Blood, perchè era l'unica cosa che la mia vicina aveva già sul computer. Non è male come telefilm, se non lo prendi seriamente. Sembra sempre un po' tutto legato al sesso, e ormai ho perso il conto di quanti sederi e quanti seni si son visti, però mi fa fare un sacco di risate (ho un senso dell'umorismo un po' distorto, nel caso qualcuno se lo stia domandando).
Ah ecco cosa ci tengo a dire: non mi piacciono i girasoli. Li trovo sproporzionati, non riesco a capire cosa la gente ci trovi di bello. Si magari attira il significato, il fatto che siano dei fiori che prosperano al sole e lo seguono, blablabla, ma a dirla tutta a me sembrano bruttini. Con un vampiro morirebbero, tanto per dirne una.
Ho cominciato parlando di prodotti caseari pugliesi e ho finito con vampiri e girasoli. Non male eh?
Ah se ve lo state chiedendo si, probabilmente andrò all'inferno per la blasfemia del titolo di questo post, e di nuovo si, l'ho detto veramente distribuendo del cocco. Ma non essendo battezzata magari finisco nel limbo, chissà.
I miei sono tornati ieri sera dalla Puglia, portando con sé ogni bendidio. Grazie al cielo non sono allergica ai latticini, sennò avrei solo potuto guardare la mia famiglia divorare mozzarelle e stracciatelle con immensa invidia. Mi han raccontato di una sagra a cui sono stati dove lanciavano nodini (tipo di mozzarella annodata che si mangia sfilacciandola, ndr) in mezzo alla folla. Ah, quanto è superiore il sud!
E così la mia casa è tornata piena, siamo al completo. Mi ci vorrà un po' ad abituarmi, ormai da tre settimane gli unici abitanti di questo posto erano i ragni, ed io saltuariamente. E un nido di api, ho scoperto recentemente. Insomma, bestie. Io ho passato il tempo per lo più dalla mia dirimpettaia, a ben 7 saltelli di distanza da casa mia, forse anche perchè la cosa mi faceva sentire ancora in vacanza.
Come se non bastassero il libro di cinese perennemente aperto, il caldo umido soffocante o il fatto che la mia pelle non è più del color cioccolata che mi sono faticosamente guadagnata in due settimane di mare a ricordarmi che sono tornata nella triste provincia milanese! Tra l'altro sto seriamente facendo la muta, sono una decina di giorni che mi spello come un pomodoro bollito e non capisco perchè. Probabilmente ho distribuito mio dna in tutta l'italia nord orientale con i miei ultimi vagabondaggi ferroviari, presto verrò clonata. E credetemi quando vi dico che questa non sarebbe affatto una buona notizia.
Sono un po' nostalgica, ma immagino che sia normale in questo periodo dell'anno. In sintesi non ho nulla di che da scrivere, avevo solo voglia di scrivere qualcosa. Vi capita mai? Una sorta di urgenza, un istinto incontrollabile, come una fame vampiresca.
Mi sono messa a seguire True Blood, perchè era l'unica cosa che la mia vicina aveva già sul computer. Non è male come telefilm, se non lo prendi seriamente. Sembra sempre un po' tutto legato al sesso, e ormai ho perso il conto di quanti sederi e quanti seni si son visti, però mi fa fare un sacco di risate (ho un senso dell'umorismo un po' distorto, nel caso qualcuno se lo stia domandando).
Ah ecco cosa ci tengo a dire: non mi piacciono i girasoli. Li trovo sproporzionati, non riesco a capire cosa la gente ci trovi di bello. Si magari attira il significato, il fatto che siano dei fiori che prosperano al sole e lo seguono, blablabla, ma a dirla tutta a me sembrano bruttini. Con un vampiro morirebbero, tanto per dirne una. Ho cominciato parlando di prodotti caseari pugliesi e ho finito con vampiri e girasoli. Non male eh?
Ah se ve lo state chiedendo si, probabilmente andrò all'inferno per la blasfemia del titolo di questo post, e di nuovo si, l'ho detto veramente distribuendo del cocco. Ma non essendo battezzata magari finisco nel limbo, chissà.
venerdì 20 luglio 2012
Ognuno ha il tormentone estivo che si merita
Milanesi al mare - The Zen Circus
Una valigia gigante giace aperta sul pavimento della mia stanza, ormai da qualche giorno, occupando una considerevole area altrimenti calpestabile. Le sue interiora multicolori strabordano, raffazzonate alla bell'e meglio, di quando in quando tirate fuori o rimesse dentro. Praticamente è un film horror per valigie, e io sono il chirurgo sadico che la sta torturando.
Non trovate anche voi sgradevole fare i bagagli? L'ansia di dimenticare qualcosa di fondamentale (avessi un penny per tutte le volte che ho scordato lo spazzolino), il verificare di aver messo un cambio di vestiti per qualsiasi occasione e condizione climatica (il che comprende dall'uscita elegante all'alluvione), il fatidico momento della chiusura (dove tutte quelle ore passate da tua mamma a giocare a tetris si riveleranno decisive), tutto questo e molto altro la rendono una pratica un po' ostica.
Però mi ci abbandono volentieri questa volta, perchè ho una voglia matta matta di partire. Quest'anno ritorno agli albori, dove da piccola mi piaceva trascorrere le estati: un paesino sulla costa veneziana, vicino al mare e con ottime gelaterie. Già allora mi rendevo conto delle potenzialità del posto, ma a 10 anni starci un mese con mia zia era il massimo a cui potessi aspirare. Una volta raggiunta l'età per osare un po' di più cominciò a diventare arduo trovare posto, dato che l'appartamento era conteso tra i cugini adolescenti. Finalmente tra una cinquantina di ore ci tornerò, addirittura senza parenti, per un paio di settimane. L'idea di avere il mare a 10 minuti di pineta mi sembra un sogno, ormai ero abituata a svegliarmi alle 6 e a fare due ore di mezzi per vederlo in liguria. Ho un sacco di beeeeei ricordi legati a quel luogo, speriamo di collezionarne di nuovi.
Prima di partire però c'è da fare una capatina ad un'evento che attendo da svariati mesi: il Rock in IdRho. Sono giorni che mi ritrovo a ballare le canzoni dei Rancid qualsiasi cosa faccia, sprizzo letteralmente eccitazione da tutti i pori! Sarà per questo che da una settimana non riesco ad addormentarmi prima delle 2 e mezza del mattino? Beh comunque sarà una colossale figata, e speriamo che le previsioni del tempo abbiano toppato perchè prevedono grandine in serata. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto un concerto con la pioggia, ma dieci ore sotto pioggia e grandine mi pare un po' troppo.
Tra festival e partenze sto andando in sovraccarico di energia, e neanche l'ultimo sciopero di Trenitalia riuscirà ad abbattermi (però cristo santo, trenitalia, mobbastaveramenteperò)! Ma sarà meglio che smetta di pensarci, sennò stanotte non si dorme. Questa milanese se ne va al mare, come le consiglia Appino - che ha i capelli come i suoi e che ha toccato la sua penna solo qualche settimana fa -, e augura a tutti un buon proseguimento d'estate con i programmi di qualche altra rete.
Una valigia gigante giace aperta sul pavimento della mia stanza, ormai da qualche giorno, occupando una considerevole area altrimenti calpestabile. Le sue interiora multicolori strabordano, raffazzonate alla bell'e meglio, di quando in quando tirate fuori o rimesse dentro. Praticamente è un film horror per valigie, e io sono il chirurgo sadico che la sta torturando.
Non trovate anche voi sgradevole fare i bagagli? L'ansia di dimenticare qualcosa di fondamentale (avessi un penny per tutte le volte che ho scordato lo spazzolino), il verificare di aver messo un cambio di vestiti per qualsiasi occasione e condizione climatica (il che comprende dall'uscita elegante all'alluvione), il fatidico momento della chiusura (dove tutte quelle ore passate da tua mamma a giocare a tetris si riveleranno decisive), tutto questo e molto altro la rendono una pratica un po' ostica.
Però mi ci abbandono volentieri questa volta, perchè ho una voglia matta matta di partire. Quest'anno ritorno agli albori, dove da piccola mi piaceva trascorrere le estati: un paesino sulla costa veneziana, vicino al mare e con ottime gelaterie. Già allora mi rendevo conto delle potenzialità del posto, ma a 10 anni starci un mese con mia zia era il massimo a cui potessi aspirare. Una volta raggiunta l'età per osare un po' di più cominciò a diventare arduo trovare posto, dato che l'appartamento era conteso tra i cugini adolescenti. Finalmente tra una cinquantina di ore ci tornerò, addirittura senza parenti, per un paio di settimane. L'idea di avere il mare a 10 minuti di pineta mi sembra un sogno, ormai ero abituata a svegliarmi alle 6 e a fare due ore di mezzi per vederlo in liguria. Ho un sacco di beeeeei ricordi legati a quel luogo, speriamo di collezionarne di nuovi.
Prima di partire però c'è da fare una capatina ad un'evento che attendo da svariati mesi: il Rock in IdRho. Sono giorni che mi ritrovo a ballare le canzoni dei Rancid qualsiasi cosa faccia, sprizzo letteralmente eccitazione da tutti i pori! Sarà per questo che da una settimana non riesco ad addormentarmi prima delle 2 e mezza del mattino? Beh comunque sarà una colossale figata, e speriamo che le previsioni del tempo abbiano toppato perchè prevedono grandine in serata. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto un concerto con la pioggia, ma dieci ore sotto pioggia e grandine mi pare un po' troppo.
Tra festival e partenze sto andando in sovraccarico di energia, e neanche l'ultimo sciopero di Trenitalia riuscirà ad abbattermi (però cristo santo, trenitalia, mobbastaveramenteperò)! Ma sarà meglio che smetta di pensarci, sennò stanotte non si dorme. Questa milanese se ne va al mare, come le consiglia Appino - che ha i capelli come i suoi e che ha toccato la sua penna solo qualche settimana fa -, e augura a tutti un buon proseguimento d'estate con i programmi di qualche altra rete.
Tutti sotto questo sole
il sole del lavoratore
come milanesi al mare
che ora basta devo andare.
martedì 3 luglio 2012
Una serie di sfortunati eventi
Freak - Samuele Bersani
In queste ultime settimane sto notando una buffa alternanza di sfortuna e scelte sbagliate nella mia vita quotidiana, anche se a volte sono conseguenze l'una delle altre.
Credo di poter far risalire l'inizio di quest'infausta congiunzione a quando mi hanno rubato il cellulare. Errore: lasciarlo in una tasca troppo esterna della borsa, anche se ce l'ho sempre avuta di fianco quindi ancora oggi non mi spiego quando sia sparito. Sfortuna: si è volatilizzato nel giro di 10 minuti, ed ero ad un centinaio di km da casa. Conseguenza: beh non posso comunicare col resto del mondo.
Già il giorno seguente arriva un'altra sfortuna: sciopero nazionale dei trasporti. Sono bloccata a quel centinaio di km da casa, e per avvisare la famiglia sono costretta a scroccare telefonate al mio ospite (sfortuna sua, in questo caso, che mi deve sopportare 24 ore in più del previsto). Errore: accontentarmi di parlare con mio fratello. Sfortuna: il cellulare del mio ospite non riceve le chiamate di mia madre. Conseguenza: litigata furiosa con la famiglia.
Riesco a tornare a casa. Errore: aver indossato la mia collana col simbolo della pace (ho anche gli orecchini, ma non li ho presi al mercatino dei freak e non li avevo indosso in quel momento) il giorno prima. Sfortuna: ne sono terribilmente allergica. Conseguenza: passo la notte sveglia a cercare di non scorticarmi il petto, in compagnia del mio amico ghiaccio. Se volete fare un dispetto ad un vostro nemico augurategli una dermatite da contatto, vi assicuro che anche se non letale è davvero fastidiosa. Mi son goduta l'alba, e ho scoperto che verso le 4 e mezza del mattino escono un sacco di gatti in questa zona.
Nel complesso sono stati 3 giorni allucinanti, perciò pensavo di aver fatto il pieno di sfighe. Ah, se mi sbagliavo!
Sfortuna: per lavori che vanno avanti da un mese ci sono dei binari bloccati, perciò per arrivare a milano bisogna cambiare un paio di treni. Che sono in ritardo, perennemente. E mi si è smagnetizzato l'abbonamento della metropolitana. Errore: programmare le uscite con gli amici in centro, alle 3 del pomeriggio, e camminare tutto il giorno. Conseguenza: Caldo, disidratazione, rischio svenimento e invettive contro i mezzi di trasporto. Però in una di queste uscite sono andata a vedere la bella e la bestia in 3D perchè un mio amico aveva un biglietto gratis, e questa è stata una fortuna mica da poco.
L'ultima della mia serie di ielle è molto recente. Sfortuna: al concerto che aspettavo da settimane non ci posso andare. Errore: consolarmi bevendo come una spugna. Conseguenza: che ve lo dico a fffare. Nottata pazzesca comunque!
Per il momento la serie finisce qui. A ben pensarci la maggior parte di quello che mi è successo, preso singolarmente, non è così sconvolgente. E' il fatto che si sia svolto tutto nell'arco di una decina di giorni che mi lascia basita! Perciò chiunque tu sia che hai una bambolina con le mie sembianze coperta di spilli e sangue di pollo, parliamone dai.
(Non c'entra granchè col post qui sotto, ma è una canzone nella quale mi riconosco molto e che mi fa tanto estate. Chi non avrebbe mai lasciato tutto per seguire un corso di campana tibetana?)
In queste ultime settimane sto notando una buffa alternanza di sfortuna e scelte sbagliate nella mia vita quotidiana, anche se a volte sono conseguenze l'una delle altre.
Credo di poter far risalire l'inizio di quest'infausta congiunzione a quando mi hanno rubato il cellulare. Errore: lasciarlo in una tasca troppo esterna della borsa, anche se ce l'ho sempre avuta di fianco quindi ancora oggi non mi spiego quando sia sparito. Sfortuna: si è volatilizzato nel giro di 10 minuti, ed ero ad un centinaio di km da casa. Conseguenza: beh non posso comunicare col resto del mondo.
Già il giorno seguente arriva un'altra sfortuna: sciopero nazionale dei trasporti. Sono bloccata a quel centinaio di km da casa, e per avvisare la famiglia sono costretta a scroccare telefonate al mio ospite (sfortuna sua, in questo caso, che mi deve sopportare 24 ore in più del previsto). Errore: accontentarmi di parlare con mio fratello. Sfortuna: il cellulare del mio ospite non riceve le chiamate di mia madre. Conseguenza: litigata furiosa con la famiglia.
Riesco a tornare a casa. Errore: aver indossato la mia collana col simbolo della pace (ho anche gli orecchini, ma non li ho presi al mercatino dei freak e non li avevo indosso in quel momento) il giorno prima. Sfortuna: ne sono terribilmente allergica. Conseguenza: passo la notte sveglia a cercare di non scorticarmi il petto, in compagnia del mio amico ghiaccio. Se volete fare un dispetto ad un vostro nemico augurategli una dermatite da contatto, vi assicuro che anche se non letale è davvero fastidiosa. Mi son goduta l'alba, e ho scoperto che verso le 4 e mezza del mattino escono un sacco di gatti in questa zona.
L'alba
Nel complesso sono stati 3 giorni allucinanti, perciò pensavo di aver fatto il pieno di sfighe. Ah, se mi sbagliavo!
Sfortuna: per lavori che vanno avanti da un mese ci sono dei binari bloccati, perciò per arrivare a milano bisogna cambiare un paio di treni. Che sono in ritardo, perennemente. E mi si è smagnetizzato l'abbonamento della metropolitana. Errore: programmare le uscite con gli amici in centro, alle 3 del pomeriggio, e camminare tutto il giorno. Conseguenza: Caldo, disidratazione, rischio svenimento e invettive contro i mezzi di trasporto. Però in una di queste uscite sono andata a vedere la bella e la bestia in 3D perchè un mio amico aveva un biglietto gratis, e questa è stata una fortuna mica da poco.
L'ultima della mia serie di ielle è molto recente. Sfortuna: al concerto che aspettavo da settimane non ci posso andare. Errore: consolarmi bevendo come una spugna. Conseguenza: che ve lo dico a fffare. Nottata pazzesca comunque!
Credo fosse il soffitto. In ogni caso lo scopo di questa foto mi è tuttora completamente oscuro.
giovedì 21 giugno 2012
Solstizio d'estate
Non so bene da quale parte del mio cervello sia scaturita questa canzone, ma mentre tornavo a casa stasera, tenendo le dita incrociate per evitare l'acquazzone beccato ad un paio di stazioni di distanza, questa melodia continuava a rimbombarmi nelle orecchie. E no, non era l'mp3, dato che giusto una ventina di minuti prima aveva deciso di scaricarsi -quel traditore-.
In effetti era una colonna sonora perfetta per il momento. Immaginatevi di camminare lungo una strada semi deserta, col tramonto alle spalle e l'estate davanti a voi. Gli esami sono finiti, il caldo ha appena cominciato a diminuire un po', la gonna svolazza felice alla tiepida brezza della sera e state per prenotare le vacanze. Fa sentire parecchio liberi, non trovate?
C'è una discreta voglia di nonsense. AHAHAHAHAHAHAHAHAH!! [cit.]
sabato 2 giugno 2012
“Ma tanto non ti fanno niente!” “Invece si, mi fanno schifo.”
Esistono tanti tipi di paure più o meno giustificabili a
questo mondo. Temere ciecamente una valanga di neve se abiti a Honolulu è piuttosto
insensato, così come aver paura di essere attaccati da una anaconda a meno di
non trovarsi in un rettilario poco controllato, o rabbrividire alla vista di una
banana. Eppure chi può dire di non avere una paura irrazionale? Naturalmente ci
rendiamo conto che non c’è nulla di cui essere spaventati realmente, ma qualcosa
nel nostro inconscio ci spinge a sudare come beduini nel deserto al solo
pensiero di fronteggiarla. Ho notato che spesso queste paure coinvolgono
insetti. Tra i più comuni annovererei le cimici, le farfalle, i vermi e le api
(caso controverso quello delle api, perché dopotutto quelle se le fai incazzare
si vendicano in modo poco piacevole, quindi in fondo averne paura può essere
giustificabile). Nel mio caso, molto banalmente, il terrore viene scatenato dai
ragni. Non ho idea del perché, forse ho subìto un trauma da piccola, magari me
ne sono ritrovata uno nella culla una sera che mi fregava il latte dal biberon,
ma so che se ne vedo entro nel panico. In realtà ho fatto grandi progressi nel
corso degli anni, ormai quelli grossi come capocchie di spillo riesco a farli
fuori senza particolari problemi (le dimensioni contano, gente!), anzi mi sento
anche un po’ in colpa perché in fondo quel piccoletto si trovava solo nel posto
sbagliato al momento sbagliato. La parte razionale del mio cervello sa che
quell’insetto zamputo in realtà non può farmi nulla di male, anche perché se lo
vedo significa che sono sveglia e in grado di fermarlo nel caso gli venisse
voglia di infilarmisi in bocca o nel naso, ed in più qui non sono neanche
velenosi. E allora perché scorgendo anche solo di sfuggita la sagoma di un
aracnide -anche in foto, ahimè- vengo presa dall’incontrollabile impulso di
darmela a gambe? Boh. Però in caso di necessità estrema, tipo essendo in casa
da sola e vedendo un ragno avvicinarsi a grandi passi al mio comodino, bisogna
farsi forza e prendere una paletta.
E per quanto molte delle persone a cui ho
raccontato la mia eroica impresa abbiano reagito dicendomi ‘eh ma quelli con le
zampe lunghe non valgono gnegnegne!’ io continuo ad essere piuttosto fiera delle
mie gesta.
Il mattino seguente a quella giornata storica ho avuto il
piacere di fare la conoscenza di un altro esserino che trovo piuttosto
repellente: una scutigera. Per quanti di voi non lo sapessero una scutigera
è…no non la metto l’immagine, cercatevela voi che a me fa troppo schifo. Dico
solo che ha 15 paia di zampe. Io sbarello già con 4, quindi immaginatevi la mia
gioia nel doverne gestire più del quadruplo. Probabilmente neanche per lei sarà
stato un bello spettacolo vedermi a quell’ora del mattino, e posso capirla, ma
cara amica scutigera, non potremmo trovare un compromesso? Tu mangi i ragni,
giusto?
..però allora perché ce ne sono così tanti in casa mia? C’è qualcosa
che non torna, e io della politica del ‘tutti o nessuno’, quando si parla di insetti,
preferisco di gran lunga il secondo termine.
domenica 20 maggio 2012
Oddio cos'è successo a blogger?
Mi sto grattando il naso e sento ancora sulle dita odore di
spezie, nonostante i ripetuti lavaggi. Ieri sera sono evasa di casa, per la
prima volta senza alcun motivo universitario da così tanto tempo che non mi
ricordavo più come si usava la matita per occhi, ed è stato fantastico. Sono
stata al ristorante eritreo, dove forchetta e coltello non si usano, il che
rende il cibo ancora più soddisfacente da mangiare secondo il mio punto di
vista. Ultra consigliato ai grandi gruppi e a chi apprezza i sapori speziati e
piccantini. Ma sarà meglio fermarmi qui, prima che questo post diventi una
recensione di tripadvisor.
A proposito di ciò, qualche settimana fa ho visto un film
chiamato Julie&Julia in cui una ragazza si impegnava a replicare tutte le ricette
del libro di cucina francese della sua eroina culinaria, raccontando la sua
esperienza in un blog. L’idea mi è sembrata subito interessante da copiare,
anche perché così questo blog avrebbe senso di esistere. Poi però mi sono resa
conto che probabilmente non avrei la costanza di portare a termine un progetto
tanto ambizioso, e che mia mamma nel frattempo sarebbe diventata una palla di
grasso (perché naturalmente mi sarei buttata su un ricettario di dolci) e non
ne sarebbe stata affatto felice. Perciò continuerò ad usare questo spazio per
scrivere cose che non interessano a nessuno come ho sempre fatto, come ad
esempio che mercoledì ho tolto il piumone o che non ho ancora scoperto per
quale motivo alle 5 del pomeriggio la mia vicina fino a qualche giorno fa
ascoltava i coldplay mentre io cercavo di non piangere studiando cinese.
Ero partita con l’idea di scrivere un sacco di cose belle ed
interessanti e sono finita a parlare per lo più di cibo. E volevo scrivere
anche una bella conclusione che si ricollegasse a tutto quanto e che desse un
senso globale alle parole raffazzonate lassù, ma è ora di merenda e giù c’è il
gelato.
P.s: A quanto pare c’è stata un’altra scossa di terremoto proprio
mentre scrivevo queste parole, ma io non me ne sono avveduta. Meno male che c’è
la community di facebook, che premurosamente ti avvisa in tempo reale. Ho
trovato anche post risalenti alle 4 di stanotte, ma mi auguro vivamente che
quelle persone fossero casualmente sveglie e connesse in quel momento. Altrimenti
hanno proprio bisogno di rivedere le loro priorità [cit.].
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