martedì 25 dicembre 2012

Feliz navidad, EEEH!

Bart's Jingle Bells, un grande classico

Ecco a voi il vincitore di quest'anno del concorso "Migliore pizz' fritt' di Natale"!


Buon natale, e che Dio benedica tutti quanti! [cit.]

lunedì 10 dicembre 2012

Chi controlla i controllori?

Waiting for the bus - Violent Femmes

Quando vedi più di quattro persone intente a fissare gli schermi della stazione sai che ci sarà un problema. Ed infatti ecco i 38 minuti di ritardo del tuo treno, che galleggiano in un mare di 'soppresso'. Proprio oggi che i miei capelli avevano deciso di essere presentabili. Paradossalmente venerdì, il giorno in cui le previsioni ci hanno miracolosamente azzeccato ed ha effettivamente nevicato, ho visto al massimo 10 minuti di ritardo. Il giorno dopo neanche mezzo. 3 giorni dopo c'è l'apocalisse.
Ho smesso ormai da tempo di sforzarmi di comprendere la logica ferroviaria, probabilmente dopo i primi 2 mesi da pendolare. Riconosci gli abituè dei mezzi pubblici dalla rassegnazione che campeggia nei loro occhi all'annuncio dei ritardi, dal lento ricadere in avanti della testa quando guardano l'ennesimo avviso di sciopero, da come sorridono con amarezza quando sentono qualcuno dire 'il treno avrebbe già dovuto essere qui 5 minuti fa, magari è già passato...'.
Dei lati positivi ci sono: con gli anni ho imparato a prendere la forma dell'unico angolo libero sui treni sovraffollati, SO fare surf grazie all'addestramento sulle metropolitane ballerine, sono piuttosto allenata per i 100 metri e per il salto ad ostacoli, e infine spesso i mezzi pubblici sono diventati l'equivalente della mia camera per studiare.
Recentemente ho cercato di sviluppare una teoria che potrebbe rivoluzionare il modo in cui si imbroglia il sistema. Se ti alzi mentre il controllore sta passando per chiedere i biglietti a te non lo chiederà. Anzi, una volta una controllora si è addirittura spostata di lato per farmi passare, sorridendomi. Va bene che era la mia fermata ed in ogni caso avevo l'abbonamento, ma se non fosse stato così? Se non avessi avuto il biglietto avrei semplicemente potuto far finta di dover scendere, aspettando che il controllore passasse oltre, per poi sedermi in un posto più indietro. Purtroppo le prove empiriche sono state solo due, e per quanto avvalorino questa teoria mi rendo conto che non sono sufficienti, se non altro perchè effettuate sui treni di trenord dove il massimo della multa che ho visto fare saran stati 10 euro. Dubito seriamente che a fare una cosa del genere su un treno di trenitalia si riesca a passarla liscia. Però ehy, se qualcuno dovesse provare poi mi faccia sapere com'è andata!

Ad Ajeje Brazorf andò male comunque.

martedì 13 novembre 2012

Streets of rage

Sex and violence - The exploited

Nella vita di una ragazza prima o poi arriva il momento in cui si accorge che il suo deretano non entra più nelle mutande, e così decide di andare a fare spese.
Approfittando del fatto che il mercoledì inizio più tardi perciò stamattina ho accompagnato mia mamma al mercato, perchè di avere le mutande della intimissimi a me non è che me ne freghi poi tanto.
Erano anni che non vi mettevo piede, non ero psicologicamente preparata a quello che avrei trovato.

Capisci di essere in prossimità del mercato quando nell'aria avverti quel misto di pesce fresco, pollo arrosto e formaggio che provoca nausea istantanea. Gli stretti passaggi brulicano di astiosi vecchietti armati di carrelli, che non si fanno problemi a passarti sui piedi. Ogni urto, per quanto lieve e accidentale, provoca scoppi d'ira e fiumane di insulti. Le carrozzine sfrecciano a velocità folli, lamentandosi a gran voce con la persona che hanno appena sorpassato, colpevole di camminare troppo lentamente. Innumerevoli le risse sfiorate per presunti salti di file, che oltretutto provocano spintoni e anziani che rovinano al suolo (o sui pochi giovani presenti, incaricati inconsapevolmente di attutirgli la caduta). Qualsiasi cosa tu desideri come minimo ne riceverai il doppio: "500 grammi di cime di rape? Sono 2 kg e mezzo, lascio?". Ciliegina sulla torta, se hai meno di 70 anni è impossibile evitare sguardi torbidi. 
Il mercato è un posto per veri duri.

martedì 16 ottobre 2012

Cose che non volevate sapere

A message to you Rudy - The specials

1) Esiste il "Preparato per frittata". Se non l'avessi visto coi miei occhi alla Coop non ci avrei mai creduto. Questo implica anche l'esistenza di persone troppo pigre da non trovare neanche la forza di rompersi due uova in un padellino?

2) Proseguono imperterrite le repliche di Grey's anatomy su Italia1. Per un risveglio all'insegna del buonumore e della spensieratezza!

3) Max Pezzali, l'idolo della canzone italiana dei gloriosi anni '90, si è dato al rap. Ormai lo si può vedere su mtv, vestito da giocatore di baseball americano, a cimentarsi in improbabili fraseggi da ggggiovani. E' più gggggiovane adesso di quando cantava "Hanno ucciso l'uomo ragno". 

4) C'è almeno una persona su questo pianeta che ti odia senza che tu lo sappia.

5) Il tamburello, oltre ad essere uno strumento musicale molto folkloristico, è uno sport. Viene praticato da abbronzatissimi uomini in attillati costumini a mutanda in spiaggia (non solamente, ma la partita che mi è capitato di vedere si svolgeva lì) che si lanciano una pallina facendola rimbalzare su dei tamburelli, appunto. Praticamente è come tennis, ma in mutande. Non vedo l'ora che si diffonda come nuovo trend della prossima estate.

6) Il colorante rosso indicato con il numero E120 viene ottenuto da un insetto chiamato cocciniglia. Se andate a cercare l'immagine di una cocciniglia poi controllerete sempre le etichette di ciò che mangiate.

7) Il gelato al pistacchio è difficile da fare. Perciò amico gelataio, se non lo sai fare bene, NON farlo. Per favore.

8) Starnutire troppo forte può causare la rottura di costole o il distaccamento di pezzi di polmone. E' un'ottima cosa da sapere all'avvio della stagione dei raffreddori!

9) Solo perchè tu non lo vedi, non significa che non ci sia un ragno molto vicino a te.

10) Federico Moccia, il celeberrimo autore di bestsellers quali "Tre metri sopra il cielo" (che mi è stato molto utile qualche sera fa quando ho dovuto schiacciare una zanzara) e "Scusa ma ti chiamo amore", è sindaco. Credo che con questo blog potrei seriamente considerarmi per una candidatura a presidente della repubblica.

sabato 22 settembre 2012

lunedì 27 agosto 2012

Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio cocco

Bad things - Jace Everett 

I miei sono tornati ieri sera dalla Puglia, portando con sé ogni bendidio. Grazie al cielo non sono allergica ai latticini, sennò avrei solo potuto guardare la mia famiglia divorare mozzarelle e stracciatelle con immensa invidia. Mi han raccontato di una sagra a cui sono stati dove lanciavano nodini (tipo di mozzarella annodata che si mangia sfilacciandola, ndr) in mezzo alla folla. Ah, quanto è superiore il sud!
E così la mia casa è tornata piena, siamo al completo. Mi ci vorrà un po' ad abituarmi, ormai da tre settimane gli unici abitanti di questo posto erano i ragni, ed io saltuariamente. E un nido di api, ho scoperto recentemente. Insomma, bestie. Io ho passato il tempo per lo più dalla mia dirimpettaia, a ben 7 saltelli di distanza da casa mia, forse anche perchè la cosa mi faceva sentire ancora in vacanza.
Come se non bastassero il libro di cinese perennemente aperto, il caldo umido soffocante o il fatto che la mia pelle non è più del color cioccolata che mi sono faticosamente guadagnata in due settimane di mare a ricordarmi che sono tornata nella triste provincia milanese! Tra l'altro sto seriamente facendo la muta, sono una decina di giorni che mi spello come un pomodoro bollito e non capisco perchè. Probabilmente ho distribuito mio dna in tutta l'italia nord orientale con i miei ultimi vagabondaggi ferroviari, presto verrò clonata. E credetemi quando vi dico che questa non sarebbe affatto una buona notizia.
Sono un po' nostalgica, ma immagino che sia normale in questo periodo dell'anno. In sintesi non ho nulla di che da scrivere, avevo solo voglia di scrivere qualcosa. Vi capita mai? Una sorta di urgenza, un istinto incontrollabile, come una fame vampiresca.
Mi sono messa a seguire True Blood, perchè era l'unica cosa che la mia vicina aveva già sul computer. Non è male come telefilm, se non lo prendi seriamente. Sembra sempre un po' tutto legato al sesso, e ormai ho perso il conto di quanti sederi e quanti seni si son visti, però mi fa fare un sacco di risate (ho un senso dell'umorismo un po' distorto, nel caso qualcuno se lo stia domandando).
Ah ecco cosa ci tengo a dire: non mi piacciono i girasoli. Li trovo sproporzionati, non riesco a capire cosa la gente ci trovi di bello. Si magari attira il significato, il fatto che siano dei fiori che prosperano al sole e lo seguono, blablabla, ma a dirla tutta a me sembrano bruttini. Con un vampiro morirebbero, tanto per dirne una.
Ho cominciato parlando di prodotti caseari pugliesi e ho finito con vampiri e girasoli. Non male eh?
Ah se ve lo state chiedendo si, probabilmente andrò all'inferno per la blasfemia del titolo di questo post, e di nuovo si, l'ho detto veramente distribuendo del cocco. Ma non essendo battezzata magari finisco nel limbo, chissà. 

venerdì 20 luglio 2012

Ognuno ha il tormentone estivo che si merita

Milanesi al mare - The Zen Circus

Una valigia gigante giace aperta sul pavimento della mia stanza, ormai da qualche giorno, occupando una considerevole area altrimenti calpestabile. Le sue interiora multicolori strabordano, raffazzonate alla bell'e meglio, di quando in quando tirate fuori o rimesse dentro. Praticamente è un film horror per valigie, e io sono il chirurgo sadico che la sta torturando.
Non trovate anche voi sgradevole fare i bagagli? L'ansia di dimenticare qualcosa di fondamentale (avessi un penny per tutte le volte che ho scordato lo spazzolino), il verificare di aver messo un cambio di vestiti per qualsiasi occasione e condizione climatica (il che comprende dall'uscita elegante all'alluvione), il fatidico momento della chiusura (dove tutte quelle ore passate da tua mamma a giocare a tetris si riveleranno decisive), tutto questo e molto altro la rendono una pratica un po' ostica.
Però mi ci abbandono volentieri questa volta, perchè ho una voglia matta matta di partire. Quest'anno ritorno agli albori, dove da piccola mi piaceva trascorrere le estati: un paesino sulla costa veneziana, vicino al mare e con ottime gelaterie. Già allora mi rendevo conto delle potenzialità del posto, ma a 10 anni starci un mese con mia zia era il massimo a cui potessi aspirare. Una volta raggiunta l'età per osare un po' di più cominciò a diventare arduo trovare posto, dato che l'appartamento era conteso tra i cugini adolescenti. Finalmente tra una cinquantina di ore ci tornerò, addirittura senza parenti, per un paio di settimane. L'idea di avere il mare a 10 minuti di pineta mi sembra un sogno, ormai ero abituata a svegliarmi alle 6 e a fare due ore di mezzi per vederlo in liguria. Ho un sacco di beeeeei ricordi legati a quel luogo, speriamo di collezionarne di nuovi.
Prima di partire però c'è da fare una capatina ad un'evento che attendo da svariati mesi: il Rock in IdRho. Sono giorni che mi ritrovo a ballare le canzoni dei Rancid qualsiasi cosa faccia, sprizzo letteralmente eccitazione da tutti i pori! Sarà per questo che da una settimana non riesco ad addormentarmi prima delle 2 e mezza del mattino? Beh comunque sarà una colossale figata, e speriamo che le previsioni del tempo abbiano toppato perchè prevedono grandine in serata. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto un concerto con la pioggia, ma dieci ore sotto pioggia e grandine mi pare un po' troppo.
Tra festival e partenze sto andando in sovraccarico di energia, e neanche l'ultimo sciopero di Trenitalia riuscirà ad abbattermi (però cristo santo, trenitalia, mobbastaveramenteperò)! Ma sarà meglio che smetta di pensarci, sennò stanotte non si dorme. Questa milanese se ne va al mare, come le consiglia Appino - che ha i capelli come i suoi e
che ha toccato la sua penna solo qualche settimana fa -, e augura a tutti un buon proseguimento d'estate con i programmi di qualche altra rete.
  
 Tutti sotto questo sole
il sole del lavoratore
           come milanesi al mare          
   che ora basta devo andare.