A modo mio - Negrita
C'è ammmmore nell'aria. Vedo così tanta gente innamorata intorno a me che mi viene quasi da crederci anch'io, in questo bel sentimento, nonostante le profezie del grande dio Jamba, Signore della telefonia mobile che ormai da anni mi manda segnali sconfortanti (quando c'è di mezzo un'Elisa c'è sempre qualcuno che finisce con un cocktail in faccia, ahimè).
Saranno le considerevoli quantità di cioccolata che sto ingurgitando ultimamente, ma mi sento presa bene. Lascio da parte il mio cinismo, stasera. Sono pronta ad ammettere anch'io che l'amore, in tutte le sue forme, è abbastanza importante. Certo, si può vivere senza amore, ma è una vita un po' triste. Abbiamo un bisogno patologico di sentirci importanti per qualcuno. Ma anche viceversa. Non penso sia un sentimento esclusivamente egoista, perchè per quanto si possa stare con qualcuno per sentirsi gratificati poi inevitabilmente si finisce per voler gratificare anche l'altro. Sarà per questo che molte persone cambiano, una volta trovato l'ammmmore? Non è detto che sia un cambiamento in negativo, anzi, ma è giusto cambiare? Si cambia perchè si scopre un altro mondo, o per accontentare chi ci sta accanto? Ed è poi possibile capire la differenza? Ci piace veramente, o ci piace perchè ci piace la persona a cui piace?
Boh. Mi verrebbe da dire che le nostre menti individuali sono più forti, ma questo è un ragionamento molto razionale. Per quanto io mi sforzi di razionalizzare questo sentimento mi rendo conto che non è possibile. Anzi, è addirittura sbagliato. Io solo molto recentemente sto imparando a non farlo. Uno sforzo razionale per essere irrazionali!
Perchè c'è bisogno di irrazionalità nella vita, orsù. Di lasciare da parte i ragionamenti, spegnere il cervello, fantasticare ascoltando musica sorridendo da soli sul treno, azzardare una carezza e perdersi con lo sguardo nel vuoto, di tanto in tanto.
Parlo di sentimenti dall'alto della mia inesperienza, lo ammetto apertamente. Ma non posso ignorare la quantità d'ammmmore che si sprigiona da una tazza di cioccolata calda in una fredda giornata invernale passata sul divano sotto una coperta di lana, per quanto di pessima qualità.
domenica 23 ottobre 2011
sabato 8 ottobre 2011
Primo thè caldo della stagione, ed oggi pomeriggio torta al cioccolato
Wind of change - Scorpions
Gli ultimi due giorni sono stati molto ventosi. Quelle tipiche giornate autunnali limpide e soleggiate, dal cielo azzurrissimo e dal vento gelido che si insinua nelle pieghe nascoste degli abiti. Alle medie una mia prof diceva che nelle giornate ventose eravamo più irrequieti. A me hanno sempre trasmesso un'energia particolare, calma ma allo stesso tempo intensa. In un certo senso mi infondono coraggio. Sarà il fatto di dover lottare per rimanere ancorata a terra?
Ieri è accaduta una cosa che mi ha fatto aprire gli occhi: ho scelto degli occhiali nuovi. E sono rosa. Pardon, lilla. Mai nella vita mi sarei immaginata di compiere una scelta del genere, credetemi. Così ho pensato che è proprio arrivato il momento di cambiare.
Tutto procede statico da queste parti, le menate non sono cambiate, le persone neanche, io men che meno. Faccio fatica ad addormentarmi la sera e a rimanerci di notte, I'm so tired I can't sleep, ho problemi col computer e col cellulare, mi sento sola e mi rendo sola.
Sono stufa dell'insoddisfazione, ho bisogno di cambiamenti! Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mondo, e vabeh, ma ho fiducia che gradualmente riuscirò a mettere a posto quello che ancora non va.
Penso che comincerò riordinando la mia camera.
Gli ultimi due giorni sono stati molto ventosi. Quelle tipiche giornate autunnali limpide e soleggiate, dal cielo azzurrissimo e dal vento gelido che si insinua nelle pieghe nascoste degli abiti. Alle medie una mia prof diceva che nelle giornate ventose eravamo più irrequieti. A me hanno sempre trasmesso un'energia particolare, calma ma allo stesso tempo intensa. In un certo senso mi infondono coraggio. Sarà il fatto di dover lottare per rimanere ancorata a terra?
Ieri è accaduta una cosa che mi ha fatto aprire gli occhi: ho scelto degli occhiali nuovi. E sono rosa. Pardon, lilla. Mai nella vita mi sarei immaginata di compiere una scelta del genere, credetemi. Così ho pensato che è proprio arrivato il momento di cambiare.
Tutto procede statico da queste parti, le menate non sono cambiate, le persone neanche, io men che meno. Faccio fatica ad addormentarmi la sera e a rimanerci di notte, I'm so tired I can't sleep, ho problemi col computer e col cellulare, mi sento sola e mi rendo sola.
Sono stufa dell'insoddisfazione, ho bisogno di cambiamenti! Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mondo, e vabeh, ma ho fiducia che gradualmente riuscirò a mettere a posto quello che ancora non va.
Penso che comincerò riordinando la mia camera.
domenica 25 settembre 2011
Visioni autunnali di uno zombie romantico
The autumn song - Ellegarden
Summertime is gone, I miss it so much.
Actually, not so much.
In questi giorni mi è capitato di vivere una città in 3 differenti modalità: di giorno, di notte, e da zombie.
Alla luce del sole sicuramente ha una bellezza storica, si riesce a godere dei tanti piccoli dettagli di chiese e palazzi e la vita scorre quasi tranquilla nell'ora dell'aperitivo settimanale.
Da zombie si è più attenti a non imbrattare eccessivamente le piazze e le vie del centro di sangue al cioccolato, mentre i passanti ti squadrano con quello sguardo a metà tra l'inorridito e il divertito che riempie il cuore di malsano orgoglio.
Ma la notte è pura suggestione. Tutto si copre di bagliori aranciati, come se emanasse un'aura particolare, e anche il più squallido vicolo diventa magico. L'aria sembra immobile ed il tempo eterno, completamente nelle tue mani. La notte in città esercita su di me un fascino incontrollabile, e nel mio piccolo mi sento anch'io un po' romantica.
It looks like things are going right but I feel I'm all alone.
Fuori sento i fuochi d'artificio della festa dell'oratorio che salutano l'arrivo della nuova stagione. L'estate sembra un ricordo ormai lontano, l'autunno è tutta una promessa.
You said today is not the same as yesterday
One thing I miss at the centre of my heart
Summertime is gone, I miss it so much.
Actually, not so much.
In questi giorni mi è capitato di vivere una città in 3 differenti modalità: di giorno, di notte, e da zombie.
Alla luce del sole sicuramente ha una bellezza storica, si riesce a godere dei tanti piccoli dettagli di chiese e palazzi e la vita scorre quasi tranquilla nell'ora dell'aperitivo settimanale.
Da zombie si è più attenti a non imbrattare eccessivamente le piazze e le vie del centro di sangue al cioccolato, mentre i passanti ti squadrano con quello sguardo a metà tra l'inorridito e il divertito che riempie il cuore di malsano orgoglio.
Ma la notte è pura suggestione. Tutto si copre di bagliori aranciati, come se emanasse un'aura particolare, e anche il più squallido vicolo diventa magico. L'aria sembra immobile ed il tempo eterno, completamente nelle tue mani. La notte in città esercita su di me un fascino incontrollabile, e nel mio piccolo mi sento anch'io un po' romantica.
It looks like things are going right but I feel I'm all alone.
Fuori sento i fuochi d'artificio della festa dell'oratorio che salutano l'arrivo della nuova stagione. L'estate sembra un ricordo ormai lontano, l'autunno è tutta una promessa.
You said today is not the same as yesterday
One thing I miss at the centre of my heart
domenica 18 settembre 2011
Passeggiata al chiaro di nuvole
Where did you sleep last night - Nirvana
"Quel pirla di tuo fratello."
Sono state queste le parole che hanno accolto il mio ritorno a casa, non più di un'ora e mezza fa. Quando ormai cominciavo a temere che avrei passato la notte fuori, mia mamma è caritatevolmente giunta in mio soccorso (avevo già suonato 3 volte e cercato di forzare la porta ripetutamente). Grazie al violento temporale di stasera l'aria era decisamente troppo fresca per il mio golfino, e qualsiasi superficie era fradicia, come mi aveva testimoniato un giretto in solitaria effettuato prima di sapere che mio fratello aveva deciso di chiudermi fuori di casa.
Buffo, proprio oggi pensavo che mi sento un po' tagliata fuori. E' come se non appartenessi più pienamente a niente di ciò in cui pensavo di inserirmi perfettamente fino a qualche tempo fa. Sarà un periodo un po' no, ma non riesco ad impedirmi di provare una punta di disagio quando sono in compagnia. Forse sono cambiata io, o sono cambiati gli altri, o più probabilmente i trascorsi degli ultimi anni hanno inevitabilmente cambiato alcune dinamiche all'interno della mia cerchia di amicizie, ma trovo la cosa un tantino demoralizzante. Con questo non dico che non mi trovi più bene o che non mi diverta più, anzi il più delle volte trascorro bei momenti, è solo che a tratti mi sento come distaccata. Come se stessi guardando quello che succede da un altro punto di vista, collocato all'esterno dell'azione. L'incertezza e l'insicurezza del presente si scontrano coi ricordi che appartengono al passato, rendendo in qualche modo più evidente la differenza. Ripeto, sono solo frammenti di lunghe ore, ma bastano a far affiorare un po' di malinconia. E tanta insonnia.
"Quel pirla di tuo fratello."
Sono state queste le parole che hanno accolto il mio ritorno a casa, non più di un'ora e mezza fa. Quando ormai cominciavo a temere che avrei passato la notte fuori, mia mamma è caritatevolmente giunta in mio soccorso (avevo già suonato 3 volte e cercato di forzare la porta ripetutamente). Grazie al violento temporale di stasera l'aria era decisamente troppo fresca per il mio golfino, e qualsiasi superficie era fradicia, come mi aveva testimoniato un giretto in solitaria effettuato prima di sapere che mio fratello aveva deciso di chiudermi fuori di casa.
Buffo, proprio oggi pensavo che mi sento un po' tagliata fuori. E' come se non appartenessi più pienamente a niente di ciò in cui pensavo di inserirmi perfettamente fino a qualche tempo fa. Sarà un periodo un po' no, ma non riesco ad impedirmi di provare una punta di disagio quando sono in compagnia. Forse sono cambiata io, o sono cambiati gli altri, o più probabilmente i trascorsi degli ultimi anni hanno inevitabilmente cambiato alcune dinamiche all'interno della mia cerchia di amicizie, ma trovo la cosa un tantino demoralizzante. Con questo non dico che non mi trovi più bene o che non mi diverta più, anzi il più delle volte trascorro bei momenti, è solo che a tratti mi sento come distaccata. Come se stessi guardando quello che succede da un altro punto di vista, collocato all'esterno dell'azione. L'incertezza e l'insicurezza del presente si scontrano coi ricordi che appartengono al passato, rendendo in qualche modo più evidente la differenza. Ripeto, sono solo frammenti di lunghe ore, ma bastano a far affiorare un po' di malinconia. E tanta insonnia.
martedì 6 settembre 2011
atsiv id otnup ots ivetacceb
My way - Limp Bizkit
Punti di vista, parliamo di punti di vista.
Cos'è innanzitutto un punto di vista? Lo definirei come lo sguardo che ogni individuo getta sul mondo, e la personale interpretazione che egli o ella attribuisce a ciò che vede. Siamo quasi 7 miliardi di abitanti su questo pianeta, il che farà apparire lapalissiana la mia prossima frase: esistono tanti, ma tanti punti di vista.
Oggi c'è stato lo sciopero dei mezzi. Dal mio personale punto di vista è stata una bella scocciatura, vista l'urgenza delle commissioni che dovrei fare e l'impossibilità di farle per colpa del blocco. Dal punto di vista degli scioperanti il fatto di creare disagio ai cittadini è un compromesso accettabile se è per far venire a galla un problema e far valere delle richieste.
Già da questo piccolo esempio si può capire come l'esistenza di diversi punti di vista possa portare a scontri ed incomprensioni. Il segreto per evitarli è la tolleranza, il rispetto del reciproco punto di vista ed il dialogo.
Detto questo, ammetto che non sia facile. Soprattutto se il tuo punto di vista si scontra con il punto di vista che qualcun altro ha su di te. Scoprire quello che gli altri percepiscono di se stessi e degli altri può essere educativo quanto sconcertante, dato che la maggior parte delle volte i due pensieri differiscono, e anche non di poco. Fino a ieri potevate essere convinti di essere una persona allegra e scherzosa, e parlando con un amico oggi potreste scoprire che per lui siete solo rumorosi e fastidiosi. Certo se fosse veramente vostro amico magari ve l'avrebbe fatto notare un po' prima che siete dei rompiballe galattici, ma vabbè suvvia è solo un esempio non siate pignoli.
Cosa succede se l'opinione che gli altri che hanno di voi si discosta talmente tanto da quella che voi avete di voi stessi che vi sembra stiano parlando di un'altra persona? Bisognerebbe innanzitutto evitare di andare totalmente in crisi. Perchè è una cosa che disorienta, un sacco! Per tutta una vita vi siete creati un'idea di come apparivate al mondo esterno, ed in 10 minuti quest'immagine si sgretola come un legnetto infestato dalle tarme.
Una volta accusato il colpo, si comincia a ragionare a mente fredda. Perchè si è data quest'idea, in che occasione può essere successo e così via. Ragionamenti da prendere con le pinze in ogni caso, perchè bisogna ricordarsi che comunque un punto di vista si forma grazie all'esperienza individuale, perciò un comportamento che io percepisco in un modo potrebbe essere percepito in maniera diversa da un'altra persona che ha avuto esperienze di altro tipo. Ruttare alla fine del pasto in oriente è considerata pratica di grande cortesia e sintomo di apprezzamento per il pasto. Provate a farlo in occidente! Se siete tra amici sarete accolti da urli goliardici, in famiglia vi va bene se vi arriva una ciabatta sul muso. Dunque non è detto che la vostra percezione sia sbagliata, come non è sbagliata neanche quella del vostro interlocutore. Sono punti di vista, appunto.
Infine si può decidere se rigettare qualsiasi critica, o accoglierle. Certo l'atteggiamento collaborativo sarebbe da preferire, per quieto vivere. Si impara sicuramente molto da un confronto del genere, sia sugli altri che su se stessi. Bisogna stare attenti a non fermarsi a sterili giudizi, che non portano ad arricchire nessuno, e cercare sempre di mettersi un po' anche nei panni degli altri.
Alla fin fine scoprire punti di vista differenti può essere affascinante, quando si riesce a scacciare l'amarezza che ti lasciano.
Someday you'll see things my way...
Punti di vista, parliamo di punti di vista.
Cos'è innanzitutto un punto di vista? Lo definirei come lo sguardo che ogni individuo getta sul mondo, e la personale interpretazione che egli o ella attribuisce a ciò che vede. Siamo quasi 7 miliardi di abitanti su questo pianeta, il che farà apparire lapalissiana la mia prossima frase: esistono tanti, ma tanti punti di vista.
Oggi c'è stato lo sciopero dei mezzi. Dal mio personale punto di vista è stata una bella scocciatura, vista l'urgenza delle commissioni che dovrei fare e l'impossibilità di farle per colpa del blocco. Dal punto di vista degli scioperanti il fatto di creare disagio ai cittadini è un compromesso accettabile se è per far venire a galla un problema e far valere delle richieste.
Già da questo piccolo esempio si può capire come l'esistenza di diversi punti di vista possa portare a scontri ed incomprensioni. Il segreto per evitarli è la tolleranza, il rispetto del reciproco punto di vista ed il dialogo.
Detto questo, ammetto che non sia facile. Soprattutto se il tuo punto di vista si scontra con il punto di vista che qualcun altro ha su di te. Scoprire quello che gli altri percepiscono di se stessi e degli altri può essere educativo quanto sconcertante, dato che la maggior parte delle volte i due pensieri differiscono, e anche non di poco. Fino a ieri potevate essere convinti di essere una persona allegra e scherzosa, e parlando con un amico oggi potreste scoprire che per lui siete solo rumorosi e fastidiosi. Certo se fosse veramente vostro amico magari ve l'avrebbe fatto notare un po' prima che siete dei rompiballe galattici, ma vabbè suvvia è solo un esempio non siate pignoli.
Cosa succede se l'opinione che gli altri che hanno di voi si discosta talmente tanto da quella che voi avete di voi stessi che vi sembra stiano parlando di un'altra persona? Bisognerebbe innanzitutto evitare di andare totalmente in crisi. Perchè è una cosa che disorienta, un sacco! Per tutta una vita vi siete creati un'idea di come apparivate al mondo esterno, ed in 10 minuti quest'immagine si sgretola come un legnetto infestato dalle tarme.
Una volta accusato il colpo, si comincia a ragionare a mente fredda. Perchè si è data quest'idea, in che occasione può essere successo e così via. Ragionamenti da prendere con le pinze in ogni caso, perchè bisogna ricordarsi che comunque un punto di vista si forma grazie all'esperienza individuale, perciò un comportamento che io percepisco in un modo potrebbe essere percepito in maniera diversa da un'altra persona che ha avuto esperienze di altro tipo. Ruttare alla fine del pasto in oriente è considerata pratica di grande cortesia e sintomo di apprezzamento per il pasto. Provate a farlo in occidente! Se siete tra amici sarete accolti da urli goliardici, in famiglia vi va bene se vi arriva una ciabatta sul muso. Dunque non è detto che la vostra percezione sia sbagliata, come non è sbagliata neanche quella del vostro interlocutore. Sono punti di vista, appunto.
Infine si può decidere se rigettare qualsiasi critica, o accoglierle. Certo l'atteggiamento collaborativo sarebbe da preferire, per quieto vivere. Si impara sicuramente molto da un confronto del genere, sia sugli altri che su se stessi. Bisogna stare attenti a non fermarsi a sterili giudizi, che non portano ad arricchire nessuno, e cercare sempre di mettersi un po' anche nei panni degli altri.
Alla fin fine scoprire punti di vista differenti può essere affascinante, quando si riesce a scacciare l'amarezza che ti lasciano.
Someday you'll see things my way...
venerdì 2 settembre 2011
Massivemonstermamojam
Meganoidi - Meganoidi
Il titolo non c'entra niente, è solo una bella parola nuova che ho imparato. D'altra parte non è raro che i miei post abbiano titoli apparentemente slegati dal contenuto di ciò che li segue.
Questa sera parliamo di cartoni animati nella vita reale. E non Chihaincastratorogerrabbitamente (bellissimo film, mi è capitato di rivederlo di recente e rimanere assolutamente deliziata), più oddioqueltizioassomigliatroppoaquelcartonicamente. Nel corso dell'ultimo mese sono stata accostata a Pinocchio per via del mio minuto e discreto nasino alla franscese, a Betty Rubble dei Flinstones grazie alla canottiera monospalla azzurra che utilizzavo per andare al mare, e a Oliver Hutton per la mia chioma straordinariamente conica. Somiglianze solo fisiche, fortunatamente (insomma).
Molti possono vantare di avere come sosia personaggi famosi. Ma cartoni?
Mi piacerebbe molto andare avanti con riflessioni più profonde sull'argomento, anche perchè tornare a scrivere sul blog dopo un mese e lasciar giù 5 righe mi sembra quasi una mancanza di rispetto, ma comincio a sciogliermi in questa calda calda soffitta. Prometto di impegnarmi di più la prossima volta, e di lasciare aperta la porta finestra.
Il titolo non c'entra niente, è solo una bella parola nuova che ho imparato. D'altra parte non è raro che i miei post abbiano titoli apparentemente slegati dal contenuto di ciò che li segue.
Questa sera parliamo di cartoni animati nella vita reale. E non Chihaincastratorogerrabbitamente (bellissimo film, mi è capitato di rivederlo di recente e rimanere assolutamente deliziata), più oddioqueltizioassomigliatroppoaquelcartonicamente. Nel corso dell'ultimo mese sono stata accostata a Pinocchio per via del mio minuto e discreto nasino alla franscese, a Betty Rubble dei Flinstones grazie alla canottiera monospalla azzurra che utilizzavo per andare al mare, e a Oliver Hutton per la mia chioma straordinariamente conica. Somiglianze solo fisiche, fortunatamente (insomma).
Molti possono vantare di avere come sosia personaggi famosi. Ma cartoni?
Mi piacerebbe molto andare avanti con riflessioni più profonde sull'argomento, anche perchè tornare a scrivere sul blog dopo un mese e lasciar giù 5 righe mi sembra quasi una mancanza di rispetto, ma comincio a sciogliermi in questa calda calda soffitta. Prometto di impegnarmi di più la prossima volta, e di lasciare aperta la porta finestra.
giovedì 14 luglio 2011
Drugs are good, they let you do things that you know you not should
Drugs are good - Nofx
Le patatine fritte danno dipendenza. E' risultato da recenti studi di varie autorevoli università americane che tale amato alimento, così come i cibi grassi in generale, provocano l'emissione di una sostanza chiamata endocannabinoide, simile alla marijuana, che indebolisce i circuiti cerebrali della ricompensa che scattano subito dopo un'esperienza piacevole, aumentando così il piacere e rendendo perciò più difficile fermarsi.
E' empiricamente evidente per tutti che è molto difficile fermarsi ad una sola patatina, fanno venire fame anche solo da quell'immagine lì. Però devo ammettere che sono rimasta stupita nello scoprire che possono creare una dipendenza paragonabile a fumo, droga o alcool. O ciliegie.
Nelle scuole almeno una volta all'anno ci sono incontri per mettere in guardia i giovani sprovveduti (!) sui rischi della terribile triade sopracitata, ma mai nessuno che parli delle altre dipendenze! L'uomo è per sua natura incline a dipendere, da un'infinità di cose.
Il cibo, ad esempio. Abbiam visto le patatine, ma potremmo aggiungere cioccolatocaffèpastauovaciliegiepistacchigelatoformaggiohamburgerfragolefunghisedanoananascarciofi.
Esiste la dipendenza da emozioni. I drogati di adrenalina si buttano dagli aerei, vanno in auto a 300 km orari, si tuffano dalle scogliere, si fanno lasciare a nutrirsi di insetti in mezzo a luoghi dove il segreto per sopravvivere è morire. I drogati di amore non sanno rimanere senza una persona al loro fianco e non riescono a smettere di guardare film romantici. I drogati di tristezza fanno di tutto per avere sempre un motivo per lamentarsi dell'ingiustizia della vita e che capitano tutte a loro e che il modo ce l'ha con loro e che qui e che là e che si suicideranno, ma non lo faranno mai. I drogati di felicità non sono meno pericolosi, non appena i loro piani felici crollano si comportano esattamente come i drogati di tristezza.
L'ultimo trend in fatto di dipendenze è la tecnologia. Non riuscire a staccarsi dal computer, sentire il bisogno compulsivo di inviare sms anche se non ti rispondono, non essere in grado di distogliere lo sguardo dallo schermo della televisione o di muovere le dita al di fuori di un controller sono i primi, lievi segnali di questa patologia.
Infine c'è la dipendenza dalle persone, che forse riassume un po' tutto. Sazietà, emozione e contatto è quello di cui abbiamo bisogno, e siamo totalmente alla mercè delle persone che decidono in quali dosi fornircele. Sicuramente l'assuefazione più pericolosa.
Ce ne sarebbero anche altre di dipendenze, tipo dalla musica, dai libri, dal sesso (o forse basta essere uomini?), dallo sport, dall'ordine, dal disordine ecc ecc., però queste credo siano più ossessioni. Si può essere ossessionati da qualcosa senza esserne dipendenti, ma non si può essere dipendenti da qualcosa senza esserne ossessionati. Forse.
In ogni caso, consapevolmente o meno, we're all fucked.
Le patatine fritte danno dipendenza. E' risultato da recenti studi di varie autorevoli università americane che tale amato alimento, così come i cibi grassi in generale, provocano l'emissione di una sostanza chiamata endocannabinoide, simile alla marijuana, che indebolisce i circuiti cerebrali della ricompensa che scattano subito dopo un'esperienza piacevole, aumentando così il piacere e rendendo perciò più difficile fermarsi.
E' empiricamente evidente per tutti che è molto difficile fermarsi ad una sola patatina, fanno venire fame anche solo da quell'immagine lì. Però devo ammettere che sono rimasta stupita nello scoprire che possono creare una dipendenza paragonabile a fumo, droga o alcool. O ciliegie.
Nelle scuole almeno una volta all'anno ci sono incontri per mettere in guardia i giovani sprovveduti (!) sui rischi della terribile triade sopracitata, ma mai nessuno che parli delle altre dipendenze! L'uomo è per sua natura incline a dipendere, da un'infinità di cose.
Il cibo, ad esempio. Abbiam visto le patatine, ma potremmo aggiungere cioccolatocaffèpastauovaciliegiepistacchigelatoformaggiohamburgerfragolefunghisedanoananascarciofi.
Esiste la dipendenza da emozioni. I drogati di adrenalina si buttano dagli aerei, vanno in auto a 300 km orari, si tuffano dalle scogliere, si fanno lasciare a nutrirsi di insetti in mezzo a luoghi dove il segreto per sopravvivere è morire. I drogati di amore non sanno rimanere senza una persona al loro fianco e non riescono a smettere di guardare film romantici. I drogati di tristezza fanno di tutto per avere sempre un motivo per lamentarsi dell'ingiustizia della vita e che capitano tutte a loro e che il modo ce l'ha con loro e che qui e che là e che si suicideranno, ma non lo faranno mai. I drogati di felicità non sono meno pericolosi, non appena i loro piani felici crollano si comportano esattamente come i drogati di tristezza.
L'ultimo trend in fatto di dipendenze è la tecnologia. Non riuscire a staccarsi dal computer, sentire il bisogno compulsivo di inviare sms anche se non ti rispondono, non essere in grado di distogliere lo sguardo dallo schermo della televisione o di muovere le dita al di fuori di un controller sono i primi, lievi segnali di questa patologia.
Infine c'è la dipendenza dalle persone, che forse riassume un po' tutto. Sazietà, emozione e contatto è quello di cui abbiamo bisogno, e siamo totalmente alla mercè delle persone che decidono in quali dosi fornircele. Sicuramente l'assuefazione più pericolosa.
Ce ne sarebbero anche altre di dipendenze, tipo dalla musica, dai libri, dal sesso (o forse basta essere uomini?), dallo sport, dall'ordine, dal disordine ecc ecc., però queste credo siano più ossessioni. Si può essere ossessionati da qualcosa senza esserne dipendenti, ma non si può essere dipendenti da qualcosa senza esserne ossessionati. Forse.
In ogni caso, consapevolmente o meno, we're all fucked.
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